La Compagnia Anonymous

Gli inizi   Gli Inizi

Recitare è Condividere

La scoperta di se stessi

La battaglia con noi stessi

Il Palco

Scrivere come Recitare

Oscar

Progetti

 

Gli inizi

Era la primavera del 2006 quando mi resi conto che ero stufo di mettere in pausa i film e provare a riprodurre le scene che più mi piacevano. Così presi il PC, digitai “scuole di recitazione -  INVIO” e cominciò la mia storia nel mondo del Teatro e del Cinema.

Era quella la mia grande passione, il cinema, ma da quel “scuole di recitazione – INVIO” vennero fuori “solo” scuole di teatro. Pensai che per cominciare poteva andare bene, come se il teatro fosse un modo per arrivare al mio obiettivo finale.

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Recitare è Condividere

Così cominciai a studiare teatro al “Piccolo Teatro Sperimentale della Versilia” e la mia vita cambiò; in meglio.
Fin da quella prima lezione, nel Ottobre del 2006, ho imparato a conoscermi più a fondo. Ho scoperto lati di me che non conoscevo o conoscevo appena, mi si è aperto un mondo che diventa ogni giorno sempre più grande e appagante e mi innamorai di quel nuovo stile di vita. Si, uno stile di vita.
In quel primo anno di teatro ho imparato e capito molte cose, ma soprattutto ho capito una cosa: recitare è condividere.
 
Condividere emozioni. Condividere emozioni con gli altri attori sul palco/set e condividere le stesse emozioni con il pubblico.
Questo per me è recitare. Raccontare storie attraverso personaggi che provano emozioni VERE, le condividono con gli altri personaggi e di conseguenza anche con il pubblico.
Alla fine sia gli attori che il pubblico non saranno più gli stessi: avranno vissuto un’esperienza e saranno cambiati: di poco o di tanto non importa, ma non saranno più gli stessi. E se quell’esperienza continuerà a balenargli in testa per giorni, vuol dire che il messaggio, qualunque esso sia, è arrivato e ha colpito nel segno.

Questo è successo dopo la prima di “OSCAR” lo spettacolo con cui la Compagnia Anonymous ha debuttato nel Maggio 2014.
Le persone ridevano, erano curiose, coinvolte e alla fine qualcuno aveva ancora gli occhi lucidi. Dopo alcuni giorni siamo stati contattati da persone che ancora riflettevano su quella storia e quei personaggi che li avevano coinvolti e nei quali si erano riconosciuti, almeno in parte. Qualcuno ci ha chiesto di fare “OSCAR 2”.

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La scoperta di se stessi

La Scoperta di Se StessiDopo quel primo anno di Teatro capii che era esattamente quello che volevo fare. Quando recitavo, e quando recito tuttora, mi sentivo e continuo sempre di più a sentirmi la persona giusta, nel posto giusto che fa la cosa giusta.

Così continuai al “Piccolo Teatro della Versilia” per un altro anno per poi andare a studiare negli Stai Uniti. Il mio obiettivo era sempre quello: il Cinema.
Ho vissuto a Los Angeles per tre mesi, nel 2008, studiando all’ “Actor Circle” dove ho affrontato un altro modo di approcciarsi alla recitazione,dall’esterno verso l’interno, cominciando a esaminare gli atteggiamenti delle persone per poi applicarli al personaggio da interpretare. Interessante ma in seguito scoprii che si poteva fare meglio, dall’interno verso l’esterno: studiando prima tutte le peculiarità del personaggio da interpretare per poi lasciare che il proprio corpo vi adegui i modi di fare.
Comunque è qui che ho cominciato lo studio del lavoro sul personaggio, che poi avrei approfondito in seguito.
Personaggio che scaturisce dalle proprie esperienze passate, i propri ricordi e le nostre vere emozioni.

Dopo la prima di “OSCAR” qualcuno, non abituato a un certo tipo di recitazione realistica, credeva che noi fossimo veramente come i personaggi sul palco. Quando ci hanno visto dopo lo spettacolo, muoverci, parlare e complessivamente avere un altro atteggiamento (eravamo semplicemente tornati noi stessi) si sono stupiti.

Girai alcuni cortometraggi nel periodo americano e l’esperienza che ne maturai fu importante. Imparai i tempi su un set, le tecniche di lavoro di una troupe e il modo di essere pronti appena si viene chiamati.
Non c’è tempo di prepararsi quando si è sul set; bisogna essere SEMPRE pronti quando ti chiamano.
L’attore deve aver fatto il lavoro di preparazione del personaggio prima che cominci la lavorazione, seguendo le indicazioni del regista, per essere pronto in ogni istante; sul set c’è tempo solo per sistemare i dettagli di ogni scena.
 
Questo mi ha portato sempre più a fondo nella conoscenza di me stesso.
Bisogna sapere quali sono i nostri “Interruttori” che liberano i nostri ricordi delle esperienze passate e quindi le nostre vere emozioni e bisogna saperli controllare e gestire.
Bisogna conoscere se stessi per poter conoscere il personaggio che si interpreta.

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La battaglia con se stessi

La Battaglia con se stessiTornato in Italia ero deciso ad approfondire i miei studi ma, non potendo trasferirmi lontano da casa per motivi familiari, cercai una scuola nella mia zona, la Versilia, in provincia di Lucca.
La trovai nella provincia adiacente, Massa, che poi è diventata anche la mia provincia di residenza e la sede della Compagnia Anonymous.
 
Sostenni un provino per entrare in uno dei corsi dell’ “Accademia di Formazione Artistica Armata Brancaleone”.
Il provino andò bene e mi fu proposto di entrare nel nuovo corso che si stavano apprestando ad iniziare. Il Corso Professionistico per Attori.
Era un corso strutturato per riempire il vuoto tra i vari corsi amatoriali sparsi sul tutto il territorio italiano e le prestigiose accademie nazionali.
Accettai in un secondo. Non era una prestigiosa accademia ma il percorso di studi lo era.
 
Nove mesi di studi intensi, dal Dicembre 2008 al Settembre 2009, tutte le sere, sei giorni a settimana.
E’ stato duro, a volte molto duro, sia a livello fisico che psicologico. In alcuni momenti veniva voglia di mollare, ma poi la sfida con se stessi diventava sempre più stimolante e di mollare non se ne parlava proprio.
 
E’ stato uno dei periodi più belli della mia vita. Io e i miei compagni di studi abbiamo imparato i più importanti aspetti nel campo della recitazione: l’uso del corpo, della voce, delle emozioni, delle dinamiche di interazione tra i personaggi e l’analisi del testo per citarne alcuni.
Ed io personalmente ho imparato un’altra cosa: non era solo il Cinema la mia grande passione; lo era diventato anche il Teatro.

Gli ultimi tre mesi del percorso di studio mettemmo in scena tre spettacoli. Il primo fu “Macbeth”.
La scintilla interna che provai quando salii sul palco per la prima volta è di un intensità e di un energia che a parole non si può proprio descrivere.
Quella scintilla mi ripagò in un unico istante del periodo di sacrifici che avevamo appena concluso. Quella scintilla la sento sempre tuttora quando si apre il sipario o il regista dice “AZIONE”.
Ed è per quella scintilla che ho creato la mia Compagnia Anonymous.

13 Maggio 2014. Sono in scena. Il sipario è chiuso. Sabrina è al suo posto, in scena, con me. La luce in sala si spenge. Il pubblico si zittisce. Io e Sabrina aspettiamo il segnale. Eccolo. La musica parte, io e lei cominciamo. Stiamo riempiendo ognuno la sua valigia. Non siamo più noi. Siamo Bob e Chris e il sipario si apre.

A dopo amici.

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Il Palco

Dopo il Corso Professionistico mettemmo in scena vari spettacoli con la compagnia “Armata Brancaleone” tra il 2009 e il 2012. Tragedie, commedie, classiche e contemporanee.
Scoprii che l’esperienza di palco è fondamentale per un attore. Tenere un personaggio per un paio d’ore, essere quel personaggio per tutto quel tempo, sentire l’energia del pubblico ma allo stesso tempo ignorarla.
Condividere quell’energia con gli altri personaggi, sul palco, vivere quell’esperienza e poi condividerla dopo lo spettacolo, scambiandosi impressioni e sensazioni.
Mi rendevo conto, spettacolo dopo spettacolo, che ogni replica era un’esperienza a sé. Ogni replica, anche dello stesso spettacolo, vivevamo una storia diversa, uguale ma diversa, in tutti quei piccoli dettagli che rendono ogni spettacolo un’esperienza unica e irripetibile.
 
Quando mi ritrovai di nuovo su un set per un cortometraggio realizzai che le difficoltà che avevo incontrato nelle mie prime esperienze di set americane erano svanite. Sapevo cosa fare, quando farlo; sapevo come tenere quell’emozione e come lasciarla. Le indicazioni del regista non erano più frasi da interpretare ma azioni da compiere dentro e fuori di me.

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Scrivere come Recitare

Scrivere come recitareNel periodo in cui mettevamo in scena spettacoli Con l’ “Armata Brancaleone” cominciai a sentire interesse anche nel creare storie mie, da raccontare a modo mio.
Era l’inverno del 2004 quando cominciai a sentire il bisogno di mettere per scritto la storia che, chissà come, mi era venuta in mente. Volevo scrivere un romanzo per poi farne un film. E certo.
Provai a buttare giù qualcosa, ma non riuscivo a organizzare le idee ed i personaggi che avevo in testa. Mi ci volle una settimana per scrivere una pagina e mezzo. Progetto romanzo/film accantonato.

Ma nel 2009, con gli spettacoli che procedevano, e la mia conoscenza di testi classici e contemporanei che aumentava, quel bisogno di dare vita a personaggi e storie si risvegliò.
All’ Accademia Brancaleone c’era anche il corso di Scrittura Drammaturgica.
Tre anni. Perfetto. Cominciamo.
Primo anno: interessante.
Secondo anno: non male.
Terzo anno: non ero sicuro di volerlo fare.
Mi piaceva, ma era anche impegnativo e la recitazione intensa di quel periodo mi coinvolgeva profondamente; quel bisogno di dar vita a personaggi e storie sembrava affievolito; ma una mia compagna di corso, che non ringrazierò mai abbastanza, mi convinse a finire il corso.

L’ultimo anno fu travolgente. Mettemmo a frutto tutto quello che avevamo imparato nei due anni precedenti.
Dar vita a dei personaggi inventati è emozionante e appagante e non era poi così diverso dal farlo sul palco.
Realizzai che l’approfondimento del processo di scrittura approfondiva automaticamente anche il processo di creazione del personaggio da recitare.

Creare un personaggio, con una personalità e una storia precedente ben definita; dargli un obiettivo, fargli fare delle azioni e fargli dire delle cose che creano delle conseguenze formando una catena di eventi
“azione-conseguenza-azione successiva” e via così fino alla risoluzione finale dove viene svelato il messaggio dell’autore. Che cosa magnifica.
Scrivere mi piace tanto quanto recitare.

13 Maggio 2014.
La prima di “OSCAR” è finita. Dietro le quinte ci siamo noi, sette attori distrutti dalla fatica ma felici, appagati ed eccitati al punto da non veder l’ora che arrivi la sera dopo per la replica.
Fuori il pubblico fatica ad andarsene. Vuole vederci e parlare con noi. O meglio, vogliono parlare con Bob, Chris, Gary e tutti gli altri.
I personaggi.

Un ragazzo ha gli occhi lucidi. Mi “maledice” perché l’ho fatto piangere, ma anche ridere. Ma quel finale, lo ha veramente toccato.
Non sta parlando all’attore. Sta parlando all’autore.

Da autore di “OSCAR” vedere e vivere reazioni come quella di quel ragazzo mi ha fatto sentire la stessa scintilla del momento dell’apertura del sipario.
Sentire persone che commentano, parlando dei personaggi che io ho creato dal nulla come se fossero persone viventi è molto più che appagante.
E’ fantastico.

Non avevo bisogno di conferme.
Ma forse si.
Scrivere storie da raccontare, su un palco o su un set, è diventato molto più di una passione.
Interpretare personaggi e storie che ho creato dal nulla è diventato molto più di uno stile di vita.
Sono diventati la mia vita.

La reazione del pubblico delle due sere in cui abbiamo messo in scena “OSCAR” mi ha dato quella “non necessaria” conferma che scrivere, dirigere e recitare è il mio ossigeno.

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Oscar

OSCAR“OSCAR” è nato come esercizio durante i miei studi di Scrittura Drammaturgica ed è diventato il mio primo testo teatrale.
Finito di scrivere nell’estate del 2012, sono riuscito a metterlo in scena solo un paio di anni dopo.
Nell’anno 2013 mi sono dedicato un po’ più alla scrittura che alla recitazione. E soprattutto allo studio; perché gli anziani dicono che non si smette mai di imparare. E hanno ragione.
Ho continuato a studiare, sia scrittura che recitazione, sui libri per conto mio. Ho partecipato a workshop, corsi e nel 2014 ho deciso di formare la mia compagnia.
Io e l’altro socio fondatore, Sabrina Maggiani, abbiamo radunato un gruppo di attori con i quali avevamo già lavorato ed è nata la Compagnia Anonymous.

Tutti condividiamo lo stesso entusiasmo e la stessa passione per la recitazione.
E tutti mi hanno mostrato entusiasmo per la mia dedizione alla recitazione realistica, dove i personaggi sono veri, vivi, non enfatizzati e che provano vere emozioni da condividere.
E il pubblico ha fatto lo stesso.

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Progetti

Ci sono diversi progetti in varie fasi di sviluppo.
“OSCAR” verrà messo in scena in teatri o spazi teatrali della Toscana per poi espanderci fuori dei confini regionali.
Una nuova commedia, formata da tre corti teatrali, è pronta da mettere in scena.
Altri testi sono in fase di ultimazione.
La sceneggiatura del famoso romanzo/film è quasi finita. Niente romanzo, solo sceneggiatura.
La sceneggiatura di un cortometraggio è pronta. Entro poco scatterà la pre-produzione.
Progetti per mettere in scena testi classici, rivisitati in stile Compagnia Anonymous, sono in fase di discussione.

E se la creatività sarà con me (e lo sarà) l’entusiasmo gli starà sempre accanto.

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Sebastiano Bazzichi – Compagnia Anonymous

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